SETTIMANA SANTA 2026
Cari amici,
la Settimana Santa, che ci apprestiamo a vivere, è il cuore pulsante dell’anno liturgico: non è semplicemente il ricordo di eventi passati, ma l’ingresso reale del credente nel mistero del Cristo.
In questi giorni, la Chiesa ci invita a camminare dietro al Signore, non da spettatori, ma da partecipi del suo stesso itinerario pasquale.
Il cammino è quello segnato e narrato dai Vangeli, dove emerge con forza che Gesù non subisce la sua passione, ma la attraversa come un atto di amore e di dono totale, e noi credenti siamo chiamati a seguirlo: entrare nella logica del dono, della fiducia e dell’abbandono al Padre.
La Domenica delle Palme apre questo cammino con un’apparente contraddizione: Gesù è accolto come re, ma è un re mite, che va incontro alla croce. È il primo passo per comprendere che la gloria di Dio passa attraverso l’umiltà e il dono di sé. Vivere questa liturgia significa imparare a riconoscere Cristo presente anche nelle situazioni fragili e contraddittorie della vita.
Il Triduo Pasquale poi, è celebrato come un’unica celebrazione:
- Il Giovedì Santo contempliamo l’Eucarestia e il gesto della lavanda dei piedi: Cristo si fa pane e servizio. Qui il credente impara che seguire Gesù significa spezzarsi per gli altri, trasformando la propria vita in dono concreto.
- Il Venerdì Santo ci pone davanti alla croce. Non è esaltazione del dolore, ma rivelazione dell’amore più grande. La liturgia è sobria, essenziale, quasi spoglia e ci educa a stare, a contemplare, a non fuggire davanti al mistero del male, ma ad attraversarlo con fede. È il giorno in cui il credente impara che anche le proprie croci, unite a quella di cristo, possono diventare luogo di salvezza.
- Il Sabato Santo è il giorno del silenzio, dell’attesa. È forse il più difficile da vivere, perché richiama le tante “attese” della nostra vita, quando Dio sembra assente. Eppure, proprio lì, matura la speranza autentica, quella che non si fonda sulle evidenze, ma sulla promessa.
- Alla sera del Sabato Santo esplode la Veglia Pasquale, con la luce rompe le tenebre e la vita vince la morte. La risurrezione non è un semplice lieto fine, ma il centro della fede cristiana. In essa comprendiamo che l’ultima parola non è il dolore, non è il fallimento, non è la morte, ma la vita, Cristo risorto inaugura una nuova creazione e apre per ogni uomo una possibilità definitiva di speranza.
Vivere la liturgia della Settimana Santa significa allora lasciarsi trasformare: passare anche noi dalla paura alla fiducia, dalla chiusura al dono, dalla morte alla vita.
Non si tratta solo di “partecipare” a dei riti, ma di entrare in un cammino che tocca l’esistenza concreta.
Attraversiamo questi giorni con cuore aperto per scoprire che la nostra storia, con le sue fatiche e le sue ferite può essere illuminata dalla Pasqua. Così la Risurrezione diventa non solo un evento da celebrare, ma una speranza da vivere ogni giorno nella certezza che, anche nelle notti più buie, la luce di Cristo è già all’opera e ci conduce alla vita piena.
Buona Settimana Santa e buona Pasqua di Resurrezione a tutti voi.
Don Giuseppe